Carlotta Castelnovi

Fammi un riassunto della tua vita personale, voglio vederla con i tuoi occhi

Vivo a Genova, in una crosa, la nostra casa sembra una nave che si fa strada tra le case, e dalla finestra vedo il porto, un via vai di case che vanno e vengono! Genova, e la “mia” città, ogni scorcio è un mondo onirico!
È proprio dalla finestra di casa mia che aspetto la sera cercando ispirazione, scavando dentro non so che cosa fino a quando il quadro non è compiuto!
Viaggio con il vento pensando ad un oggetto, un incontro, una canzone, un film, una frase scritta... Ed ecco si visualizza un'immagine: è lei penso!
Le cose più semplici mi appagano, anche se mi accorgo che proprio le più semplici sono le più difficili da conquistare! Per es. Vivere con due scorpioni, non è così facile: fausto, il mio compagno di vita, è il mio albero raro, la piccola Adele, la nuova arrivata, mi sta insegnando a vivere coraggiosamente!
Per vivere con due scorpioni bisogna avere i piedi sul prato e la testa tra le nuvole! E io in questo sport sono abbastanza brava!

Quali studi hai fatto? Perche c’è stato un cambiamento? Come è avvenuto?

Ho fatto il liceo artistico, poi mi sarebbe piaciuto lavorare a bottega con diversi artisti e artigiani, ma ero troppo dispersiva a 20 anni, cosi ho avuto bisogno di una scuola, ho frequentato quasi 4 anni all’università di architettura, poi la mia identità è uscita fuori più coraggiosa e sono scappata a Barcellona dove ho conosciuto diversi illustratori e artisti e ho capito che era possibile vivere facendo quello che avrei voluto!

Da quanto tempo è diventato il tuo lavoro a tempo pieno?

A 24 anni, ho vinto due concorsi, uno mi ha permesso di esporre in varie città della Francia, tramite un organizzazione di nome Bazart, l’altro, sono stata selezionata per dare un immagine per l'etichetta dell’Acqua San Bernardo.
Entrambi i concorsi mi hanno dato visibilità, sono diventata credibile, improvvisamente alcuni galleristi mi hanno dato spazio e fiducia, così è diventato lavoro, anche se non è un lavoro, è avere il privilegio di vivere nel mio mondo!

Quando si decide che essere pittore diventerà il proprio mestiere?

Non mi sento pittore, ne artista, sono parole che mi spaventano, mi accontento di sentirmi come una bambina che sa ancora stupirsi e immaginare con gli occhi di un adulto!

Quello che hai fatto prima ti è servito nel momento in cui hai iniziato a dipingere?

Tutto serve! Quando non volevo finire gli esami all’università per intraprendere una strada non definita, molti dicevano che mi sarei pentita di non aver finito, mentre io pensavo che avevo perso tempo fino a quel momento.
Adesso invece, penso che se non avessi fatto nulla avrei perso tempo, sbagliando prima o poi si trova la strada giusta!

Quali sono secondo te i vantaggi dell’essere pittrice rispetto ad un altro lavoro magari più tradizionale?

Potersi permettere la solitudine, la libertà, e la fantasia...

Hai uno scopo quando dipingi o è solo un piacere?

Ho imparato che avere uno scopo mi aiuta ad essere concreta, se invece non ho uno scopo mi perdo.
A volte sento il bisogno di perdermi, ma non sempre, altrimenti non finisco mai!
Ma, non credo in realtà di aver mai finito qualcosa, può sembrare contraddittorio..., la mia è una continua ricerca tra quello che vorrei e quello che sono!

Come sono nati i tuoi personaggi?

Non ho mai pensato che fossero dei personaggi, è tutto un mezzo per trasmettere delle emozioni semplici con stupore, come per dire: non ci complichiamo troppo la vita!

Come hai elaborato la tua tecnica?

Pasticciando, sono autodidatta

Hai mai dipinto un quadro che non avresti voluto vendere? Perche? Hai ricercato di riprodurlo o è rimasto unico?

All’inizio, molto spesso non volevo che la gente vedesse la maggior parte delle cose che io reputavo di passaggio; poi, ho scoperto che spesso quello che piace a me spesso, non piace agli altri, e ho fatto pace con me stessa, dandomi altre possibilità e lasciando agli altri la libertà di scegliere!

Se c’è stata un’evoluzione nella tua pittura come potresti descriverla? A cosa è dovuta?

Sono molto severa con me stessa, difficilmente soddisfatta delle mie opere, è un insoddisfazione che spero a 80 anni mi permetterà di pensare che c'è stata un evoluzione!
Sono le persone che mi fanno capire durante le inaugurazioni che qualcosa trasmetto, ma ancora tanto voglio dare, come se fossi cieca riguardo al mio passato, come se vedessi solo nel futuro!

Come descriveresti la tua pittura? Come la descrive la gente? Sei d’accordo con quello che senti dire?

Nel descrivere quello che faccio a parole mi sembra sempre di non lasciare spazio agli altri per immaginare, mi piace quando gli altri interpretano o risvegliano fantasie o ricordi del proprio vissuto!

Ti succede di dipingere su “richiesta” ? Come si svolge?

Mi piace interpretare, immaginare, dietro le esigenze dei propri mercanti, ci devono essere dei racconti, che lasciano spazio all'interpretazione e non alla descrizione della realtà!

Quali sono le tue altre creazioni? (elenco delle etichette, libri ecc)

Gli incontri nella vita, mi hanno portato a fare più cose che altre: sono diventata illustratrice grazie all’opportunità che alcune case editrici mi hanno dato per illustrare dei libri per bambini; poi, siccome ho conosciuto alcuni produttori dei vini che mi piacciono, sono nate delle etichette; delle librerie fatte con le scatole di legno (che portano generalmente il vino) e altri materiali di recupero; ho fatto lampade, insomma mi piace pasticciare, sperimentare sempre cose nuove, mi piacerebbe disegnare stoffe per vestiti e tanto altro…

Come viene l’ispirazione? (si, è una domanda del c#@!)

Guardando il mondo a testa in giù, confondendo il cielo dal mare, andando a prendere Adele al nido, borbottando, nel frattempo, tra gli strofinacci, nei battipanni, con l aspirapolvere non ne parliamo, si può stare davvero sovrappensiero, dietro l’orecchio di Fausto, seguendo due tortore, a volte tra la pastasciutta o lasciando che i capelli rimangano spettinati!

Cosa ti procura dipingere?

Quando ci riesco serenità, quando non ci riesco, guardo il soffitto, mi ammalo di brontolio come avere nella pancia un temporale, prima o poi passa e mi lascia stare!
L’inquietudine fa parte di me, domarla non è sempre facile, lascio che passi e arrivi il sereno e lo stupore!

Dimensioni dei quadri?

I piccoli 30x30 i più grandi 100x100…100x70
Tecnica usata
Tecnica mista, acrilici, olio

Hai qualche aneddoto da raccontare su uno dei quadri o un ordine?

Le persone si riconoscono nei miei quadri, questa è la magia che trasmettono!
Mentre io credo di rappresentare delle mie sensazioni scopro che appartengono a tutti, ai ricordi di tutti… ai sogni di tutti… così insieme ci stupiamo delle cose più semplici, ci spogliamo della complessità, ci stupiamo della semplicità, ritorniamo all'origine!