Carlotta Castelnovi

La sospesa, sognante, lieve scrittura di Carlotta Castelnovi racconta tutto un mondo di sensazioni,di delicate raffigurazioni, di avvolgenti linee che fissano volti e segrete emozioni.
 
Un esperienza, che di volta in volta rinnova il senso di una ricerca segnata da un’indagine figurale estremamente sensibile, in cui è possibile avvertire la cadenze di Alinari e Fresu, la libertà di una elaborazione capace di esprimere un “desideri di baci” o un “viaggio”, un divertente “giro in giostra” o una fiabesca giraffa.
 
Nei fogli di quest’artista vi è l’essenza di una misura espressiva in cui nulla è improvvisato, ma dove ogni gesto, ogni tono di colore, ogni violinista, costituiscono la dimensione di un dipingere che è possibile ricollegare al fascino delle liriche cinesi: ”Dopo un preludio dei flauti di Chao…Per otto in fila i danzatori ondeggiano…”( Chu Yuan). E in un “gomitolo di abbracci”, si individuano i nessi inscindibili tra pensiero e rappresentazione, tra fondi arabescati e immateriali atmosfere, tra la bella addormentata e la freschezza del colore.
 
Il dettaglio della Castelnovi appare permeato da un clima musicale che sottolinea l’andante della linea, l’armonia delle forme nello spazio, la delicatezza delle espressioni capaci di evocare un incontro, un amore, un insieme di storie che appartengono a un’infanzia ritrovata.
 
E cosi gioco e ironia, si fondono in questo teatro della memoria, in un itinerario che libera nello spazio il volto della poesia e il sottile fascino del linguaggio delle immagini.