Carlotta Castelnovi

Qui, visti da vicino, ci sono un gallo e una gallina che civettano tra loro, e garbate colombelle, e bei pescioni brillanti.
 
Lì, più da lontano, colline piene e soffici come cuscini, e alberi pieni di colore, e casette allegre come nelle favole, e sottili fette di luna come meloni.
Tra qui e lì, ecco bimbetti grassottelli e fidanzatini gaiamente cicciotti che corrono, ruzzolano, ballano, s'abbracciano, si baciano, giocano beati.
Ma che bellezza, poter disporre di fantasie tanto limpide e serene, poter immaginare un mondo basato su affetti diretti (elementari, proprio come le scuole primarie) e poter distribuire ad altri, subito riconoscenti, tanti puri sentimenti di calore attraverso il colore!
 
L'arte di Carlotta Castelnovi nasce proprio da qui: dal rendere accessibile a chiunque gli incanti resuscitati dell'infanzia, gli stupori di tiepide primavere dimenticate, l'allegria senza un perché.
La sua espressività figurativa oscilla sul filo sottile tra pittura e illustrazione (come nelle eterne ricreazioni di Lele Luzzati, come nelle classi indisciplinate di Chiara Rapaccini, come nelle vacanze incantate di Tullio Pericoli, come nei profumati parchi degli amoureux di Peynet), ma lei è una vigilatrice equilibrata, che perdona tutti, anche i più turbolenti, e alla fine tutti mette a letto con l'atteso e tranquillizzante bacio della buonanotte.
 
Quando si chiudono le palpebre e al buio gli occhi cominciano a sognare. Tornando tutti bambini, tornando tutti innamorati, la realtà si accende e si trasfigura.
Vediamo il mondo dal basso, guardiamo la realtà con dolcezza.
E i motivi floreali della tappezzeria si trasformano in volute di fronde appena mosse dal vento.
E le piastrelle si cambiano in selciati.
E i fiori diventano cuori.
E gli spigoli si smussano in morbide rotondità.
E ogni anoressia è dimenticata, per scivolare in un vivo appetito spensierato. Questa vita ce la godiamo davvero.
E allora via, dài, a raccontarlo anche agli altri.
 
Corriamo giù per queste discese, rincorriamoci su per quelle salite, acchiappiamoci accaldati e baciamoci sulle guance arrossate dal fiatone: mentre questo mondo fantastico esplode tutt'intorno (le due dimensioni non gli bastano più: eccolo sbocciare in alto, in basso, di lato, davanti, ora definitivamente tridimensionale), mentre anche i nostri corpi si fanno più floridi, mentre gli odori si fanno più profumati, e c'è nell'aria una specie di musica che non ti fa star fermi i piedi.
 
Interrompendo il girotondo, barcollanti di contentezza, ci si stringerà ancora gli uni agli altri, sempre ad occhi chiusi - sempre ad occhi chiusi guardando fisso il sogno, vedendo conflagrata ogni immaginazione - sempre ad occhi chiusi baciandoci, del bacio più bello - sempre ad occhi chiusi, mentre Carlotta sorride.